Antonio Delfini, Cronache degli informi 05

31 March 2007

DELIBERE

* Sospensione della licenza d’importazione della rivista francese “Parler” per aver dichiarato che Pour l’Italie di J.-F. Revel “merite quelque rumeure encore”; e per aver osato chiedere a Carlo Cassola (a proposito de Il soldato) “s’il n’a pas été influencé par le romans français contemporains”.

* Deflorazione settimanale anzi perpetua de “La Fiera Letteraria”, sulla quale l’Accademia degli Informi ha presentato un suo Libro Bianco al M. Rev. Parroco di Santa Croce in Gerusalemme.

* Premio di cento fiorini d’argento a Elio Vittorini per la sua scoperta di un nuovo territorio letterario da assegnare all’emigrazione dell’ormai sovrabbondante popolazione dei narratori italiani: che quindi d’ora in avanti, in base a regolare domanda indirizzata a “Il Menabò”, potranno essere avviati ad esplorare le zone della mimica popolare (e a tradurre in parole il significato metaforico dei gesti, degli sguardi, delle pause, dei toni, dei ritmi di voce eccetera). Stanziamento di trenta gettoni d’oro per il finanziamento di detti massicci trasferimenti, previo breve esame di grammatica italiana a cui i candidati saranno sottoposti a cura di una commissione capeggiata dal Nostro Signor Presidente A. D. che, come dice il Mastronardi di Vigevano, gli spiegherà la rava e la fava.

* Istituzione del registro del Do Ut Des, in cui verranno annotati gli scambi di favori messi in atto tra letterati e letterate, critici poeti e poeti critici; e approvazione della Tabella Universale dei Pedaggi Spirituali, in corso di studio presso la Cancelleria dell’Accademia.

* Deplorazione (con relativa condanna ad un soggiorno in un ostello della gioventù) al romanziere Goffredo Parise, per aver osato scendere — durante le sue permanenze a Roma — all’Hotel Hassler. All’Hotel Hassler si sale, non si scende.

* Encomio allo scrittore Augusto Frassineti per aver mantenuto il sorriso sulle labbra la sera del premio Strega, autenticando in tal modo la inequivocabile paternità dei celebri misteri dei ministeri.

* Corresponsione di mille ducati d’oro al critico di attualità letteraria Signor ***, in cambio dell’avvenuta cessione all’Accademia degli Informi di 1282 frontespizi di romanzi e di raccolte di poesia, autografi degli AA, con dediche adulatorie, da servire a tutti gli effetti.

* Richiamo all’ordine trasmesso con R. R. alla casa editrice romana “Edizioni Moderne” e alla non meglio identificata rivista “Lettùre d’oggi” (che non discende neppure per vie laterali da “Léttere d’oggi”) per aver bandito un premio di narrativa suffragandolo con una commissione esaminatrice la quale (a quanto asserito) sarebbe così composta:
A) L. Bartolini, A. Bertolucci, P. Chiara, P. Citati, N. Gallo, C. Garboli, V. Pandolfi, N. Sapegno;
B) Cesarino Branduani, Gianni Granzotto, Paolo Rossi;
C) A. Asor Rosa, F. Boneschi, P. Calandra, Nanni Canesi, A. Consiglio, D. Lattanzio;
D) E. A. Mario, Liliana Scalero, Ada Supino, Lina Torti Alberti e Flora Volpini.

* Invito perentorio agli scrittori elencati in A) di cui al paragrafo precedente a precisare le ragioni che li abbiano indotti a questo connubio o pot-pourri.

* Diffida agli eventuali concorrenti al premio suddetto ad aderire all’invito di cui al bando di concorso, secondo cui “sono consigliati ad abbonarsi e a collaborare al mensile “Lettùre d’oggi”” (annuo L. 800, sostenit. L. 2000).

* Condanna ad una ammenda (consistente nel compilare in carta bollata da L. 100 l’inventario esatto, in base agli stili e alle epoche dei mobili, suppellettili ecc. della celebre “Casa della vita” di via Giulia) dello scrittore del Babuino Ugo Moretti, per aver egli dichiarato in pubblico, nei giorni del premio Strega: “Mario Praz è il mio vero maestro”.

* Sospensione a tempo indeterminato dell’industriale Calì, mecenate, per aver sollecitato ed ottenuto (al premio letterario Villa San Giovanni da lui patrocinato e potenziato) l’intervento e il discorso di un noto ministro degli esteri. Proverbio calabrese: “Politica e cultura — da Reggio ad Altamura — han diversa natura”. Proverbio della Sila: “Revenons à nos moutons”.

* Encomio solenne al vero scrittore Ennio Flaiano, per la sua ferma, spontanea e dichiarata decisione di farsi fuori da un importante premio letterario marchigiano in cui era stato avviato, ad iniziativa della giuria, alla vittoria finale, precisando che egli non considera tanto professionistica la propria attività di narratore da indurlo a partecipare a gare, competizioni, salti della quaglia, svolte a sinistra e circolazione a senso unico.

* Ordine al Cancelliere del Triumvirato degli Esecutori di Giustizia dell’Accademia degli Informi di organizzare le onoranze a porte chiuse in occasione dell’insediamento autunnale degli accedemici preposti Tommaso Landolfi, Italo Cremona, Mario Tobino, Paolo Pavolini, Manlio Cancogni, Ornella Sobrero, Italo Calvino, Giuseppe Raimondi, Elémire Zolla, Alberto Arbasino, Andrea Zanzotto, Enrico Emanuelli, Beppe Fenoglio, Mario Pomilio, Francesco Leonetti, Alfredo Mezio, Eraldo Miscia, Nelo Risi, Leonardo Sciascia, Carlo Montella, Ennio Flaiano, Tonino Guerra, Vanni Scheiwiller, Niccolò Gallo, Giulia Massari, Camillo Sbarbaro, Romeo G. Giardini. Convocazione del Consiglio Accademico a Viareggio per la fine d’agosto al fine di scrutare in loco il comportamento della letteratura indigena e di deliberare le nuove immatricolazioni et esclusioni.

 

Antonio Delfini, Cronache degli informi,

«Il Caffè», a. VII, n. 7-8, luglio-agosto 1959

 

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Daniil Charms, Casi

20 March 2007

Una volta Orlov fece indigestione di piselli tritati e morì. E Krylov lo venne a sapere e morì pure lui. E Spiridonov morì per conto suo. E la moglie di Spiridonov cadde dalla credenza e morì pure lei. E i figli di Spiridonov annegarono nello stagno. E la nonna di Spiridonov cominciò a bere e si diede al vagabondaggio. E Michajlov smise di pettinarsi e gli venne la tigna. E Kruglov disegnò una signora con una frusta in mano e uscì di senno. E Perechrëstrov ricevette un vaglia telegrafico di quattrocento rubli e cominciò a darsi tante arie che lo licenziarono.

Tutta brava gente, e non sanno farsi una posizione.

[1933]

 

daniil-charms.jpg Daniil Charms, Casi, Adelphi, 1990


Antonio Delfini, Per andare in paradiso col mio cuore

10 March 2007

Per andare in paradiso col mio cuore

vado in cerca di belle signore.

È la mia voce che muore.

Perché Tu non ascolti, o Signore?

Vorrei tu mi armassi la mano

per incendiare il piano padano.

 

Modena, 12 novembre 1958

 

antonio-delfini-mira.jpg Antonio Delfini, Poesie della fine del mondo

e Poesie escluse, Quodlibet, 1995


Giorgio Manganelli, Batti e colpisci il vecchio nemico di classe

8 March 2007

Batti e colpisci il vecchio nemico di classe

mitraglia la grassa continuità dei preti,

iddio si nasconde nelle viscere gialle

stanotte o mai più

stanotte o mai più

potremo mitragliare iddio.

 

Tutta la vita lo cercammo,

– fu una lunga vita

una vita di errori di fulminei

furori, cadimenti nell’ambito

della coniugale disperazione –

tutta la vita, dente contro coscia

del paziente

peccato originale.

 

Tu mi chiedi: che cos’è la libertà?

La libertà di fumare una sigaretta,

di guardare una donna per la strada

la libertà dei cinque sensi

ballare fino all’alba

ubbriacarsi e vomitare

fornicare e ancora ubbriacarsi

cercare le cosce della puttana

e non conoscere il rimorso

desiderare tentare

la vita con un gesto di sordida lussuria.

 

Uccidere iddio occorre e senza indugio

mitrrrragliare il vecchio

questurino dell’universo

che ci inibisce l’accesso

alle fregne gagliarde

il celerino del niente

che piomba alle tue spalle mentre chiavi

e ti dice: È peccato,

e marchia a fuoco le tue chiappe adolescenti.

 

Occorre sparare con continuità con metodo

con svelte raffiche di onesti sillogismi

e schiattare il centro

della divinità posticcia che ci uccide

attende il campo

fecondo il nostro seme

lo sperma del nostro cervello

ingraviderà la vacca

dell’universo pianificato.

 

Giorgio Manganelli, Poesie, Crocetti, 2006


Antonio Delfini, Cronache degli informi 04

5 March 2007

GALIMATIAS ACCADEMICI

Preghiera propiziatoria
“A lungo sono stato operaio ebanista
“in via Campo Marzio, parrocchia dei Santi.
“Mia moglie era allora una brava modista,
“e in casa eravamo di tutto abbondanti. —
“Nelle più chiare domeniche di maggio
“sfoggiavamo i nostri bei vestimenti
“e andavamo a vedere lo scervellaggio…”.
A. JARRY, La chanson du decervelage.

 

Antonio Delfini, Cronache degli informi,

«Il Caffè», a. VII, n. 7-8, luglio-agosto 1959

 

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