Antonio Delfini, Cronache degli informi 01

ANTEFATTO

Ernesto ha commesso un reato, viene chiamato davanti ai giudici, ma i giudici non ci sono. Tutto solo col proprio peccato. Tutto solo col proprio peccato, il peccato divenuto intollerabile, Ernesto sceglie una professione. L’errore involontario, sottratto al giudizio, diviene un vizio segreto e abituale. Scrivere! Un popolo di scrittori, che si riunisce tre volte al giorno Guardami, guardami! Tutti si guardano a turno dentro l’intimità. Così nascono le società letterarie: dapprima al lume di candela, poi alla luce del flash e del riflettore. Così nasce la letteratura industriale, minuti piaceri organizzati, vizî segreti messi in commercio, i piccoli peccati a tariffa. Infatti nell’ex casa chiusa delle lettere cominciano favolosi guadagni. Sull’utilitario e sul concreto è avvenuta l’assunzione civile e sociale. Ma il peccato organizzato ha perduto ogni sapore, tutto rischia di essere sopore, un patullare retribuito.

antonio-delfini.jpg Antonio Delfini, Cronache degli informi,

«Il Caffè», a. VII, n. 7-8, luglio-agosto 1959

 

Per saperne di più:

Rispolverate le Cronache degli informi di Antonio Delfini!

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