In ossequio alle forme più intimistiche di scrittura della blogosfera, e sostanzialmente in linea con l’offerta giornalistica stagionale (fatta eccezione per l’intermezzo della guerra di Georgia-Ossezia), siamo lieti di informare i nostri diletti lettori che in data odierna l’Arfasatto ha prodotto 6,33 ettogrammi di escrementi umani: di consistenza morbida, di volume pieno e corposo, a cilindratura uniforme, di colore bruno e caldo, dai riflessi biondo scuri, di aroma penetrante e durevole, con retrodore di sottobosco collinare, idrocarburi esausti e poliuretano espanso; vi si rilevano sparse granulosità nocciolate.
Via Veneto sive Fontainebleu
12 June 2008Perinde ac caDadàver
14 May 2008Un manifesto per la libertà di parola,
un alzabandiera di ammirevole coerenza etica,
un documento di rara profondità culturale,
da meditare in tutte le scuole del regno…
Terapia Luttazzi
15 December 2007“Dopo 4 anni guerra in Iraq,
3.900 soldati americani morti,
85.000 civili iracheni ammazzati
e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi,
Berlusconi ha avuto il coraggio di dire
che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq.
Come si fa a sopportare una cosa del genere?
Io ho un mio sistema: pensare a:
Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno
con Berlusconi, Dell’Utri e Previti che gli pisciano addosso
e gli cagano in bocca,
e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti.”
Queste frasi sono state la causa prossima del licenziamento di Luttazzi e della soppressione di Decameron. La7 preferisce, quanto meno, coltivarsi la benevolenza di un irsuto avversario del preservativo e mandante morale dell’Aids (nonché di Sberluconi) come Giuliano Ferrara.
Poltrone d’orate: re fuso sul “Corsaro della Pera”
7 December 2007La qualità del lavoro e dell’opinione pubblica si misura anche dalle propensioni ittiologiche del monumentale “Corsaro della Pera”: che oggi, a proposito di una rinomata esibizione di manichini ossibuchivori, titola: POLTRONE D’ORATE.
I notabili sedenti, costretti su così squamosi e viscidi sedili, non potevano fare a meno di scivolare viscidamente sul pavimento, risultando impossibile qualunque postura atta a conservarli seduti. Era tutto un argentino guizzare mucillaginoso di schienali e braccioli e regginatiche. Il lezzo di pesce giungeva sino alle nari di Nettuno: c’è del marcio, nel sottoscala.
Va’ pensiero sull’ali d’orate.
Encicliche che menata: e da che pulpito
1 December 2007SPESALVI
Il berlusconismo ha esaurito,
pare, la sua spinta propulsiva:
ma ora ci restano, perlomeno,
tonnellate di merda da spalare via.
Rimboccarsi le maniche? Da mo’
il papismo ha esaurito, nonché brio,
ogni spinta propulsiva, epperò
continua a seminar di Beati franchisti
gazzette e cerimonie in eurovisione.
Sperare è bene, non sperare è meglio.
È nato! (Sonettoide) – XXIX
25 February 1997
Da quasi un mese arroccata nel cesso,
sulla sua atarassia intestinale
strizza le meningi e mi munge il sesso
per spasso, con la protesi dentale
mitrandolo: e col fumigante leppo
ch’esala mite dal covato mucchio
di merda, onde scricchiola il coppo zeppo,
l’incensa, e litània: “Pio padre, un succhio
su, baciami il culo, un succhio, ti prego,
ché un tòcco aguzzo di stronzo m’ingolfa!”
Ma soavi voci zittiscon la solfa:
“Dolce figliola… putre otre di sego,
ciscranna incipriata, cisposa troia,
paga lo scotto e ti cavo la foia!”
All’emorroide croia
la ventosa avvinghio del mio labbro:
pompando come mantice di fabbro
dei polmoni la spugna;
sturo la tana pelosa del coso,
angue che sguiscia, tenace, colloso,
tra i cuscini di sugna
in cui ribolle il sugo della prugna,
e casca come testa ai piè del boia.
“Ei piovve tal qual ploia,
nacque come scoria di mangiatoia:”
geme la mamma, “Venite odoremus!
Portonemque meum inferni charta nettemus.”
Il dominio dell’etere – XLV
4 February 1997Votate votate votate!
il primo di aprile
non siate pesce in barile.
Onore al Presidente Incaricato,
onore al Generale al Deputato al Ministro,
onore a Sua Eminenza,
riverisco il Povero Cristro
(non se ne può fare senza).
La Ggente ci ha raggione da vende’
(assieme al Cliente)!
Somma gloria al Valsente.
Via copule e violenza dalle televisioni!
i poveri bambini poverini…
Fate largo invece all’Equestre Sberluconi
(giù tutti carponi
col gluteo alle stelle,
la testa dai sabbioni
nessuno vi disvelle)!
Appicca rivoluzioni
in tasca ai ceti medi
(fa i salti mortali
e ricade sui due piedi
o a cavallo dei capitali
o sui conti segreti
correnti a gambe levate.
Cogli industriali in congrega
si spara una sega:
ciascuno presta una mano al collega,
lui è l’alfa e l’omega.
E non sembra che abbia
la monopoliomielite
e lo roda la rabbia
e villeggi alla clinica Dite).
Incenso alla CEI,
oro all’Opus Dei
(la mirra la tenga pure lei).
Chi votava il crocifesso
non si turi più il naso,
venga fuori dal cesso
e me! me voti adesso!
Nessun compromesso
ma solo condoni
e lavoro a milioni
(va loro riconosciuto
il valore di uno sputo screziato
di etica all’ultimo minuto).
M’inchino a Mon Teschiò:
il legislativo alla mia destra,
l’esecutivo alla mia sinistra,
il giudiziario è il dilemma:
mozzate la testa
ai giudici assassini!
soffocate nel sudario
i procuratori bambini
(non dite al bottegaio
che, col suo, annaffia
il voto della mafia)!
So’n omo d’un pezzo
io, mica d’un paio:
conciono con sinàfia,
a dure marce avvezzo,
all’afa e al rezzo,
non è già da sezzo
che lasciai il capezzo!
Noi siamo i nuovi, i nuovi
padroni, che ciò ci giovi:
costoro ci faccian da bovi.
Altri si ficchi nel sacco
la piva con tutte le fanfare:
io mi tengo stretto stretto
il mio particulare:
plauso al mio pacco!
Anziché averlo nel retto,
lotta, lotta di classe!
che non è acqua, non fa difetto!
A me quel ch’è mio!
quant’è vero iddio…
E il resto che si fotta!
A noi le casse di risparmio,
le casse di risonanza, a noi!
le grancasse e la finanza!
Lo Stato ci fa torto,
a noi tutta la potta!
A loro le tasse le imposte
le carcasse le croste
le casse da morto!
(Applausi)