Psst!… C’è qualcuno?…

19 September 2008


Gli uccelli – Sincronie

12 January 2008

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Natale trendy: regala urne cinerarie di vero operaio!

8 December 2007

Hai già pensato ai regali di Natale?

Hai già fatto la conta dei tuoi Cari

per non sbagliare a comprare i regali?

Stupiscili con un regalo utile

e pratico, facile da usare, versatile:

URNE CINERARIE DI VERO OPERAIO!

Chi ha detto che è estinto il proletariato?

che il popolo non c’è più? C’è sempre carne

da aggiungere al fuoco del tuo barbecue!

Sei cenere, bada, e cenere sarai.

Vero operaio: la carne che non manca mai.

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Encicliche che menata: e da che pulpito

1 December 2007

SPESALVI

Il berlusconismo ha esaurito,

pare, la sua spinta propulsiva:

ma ora ci restano, perlomeno,

tonnellate di merda da spalare via.

Rimboccarsi le maniche? Da mo’

il papismo ha esaurito, nonché brio,

ogni spinta propulsiva, epperò

continua a seminar di Beati franchisti

gazzette e cerimonie in eurovisione.

Sperare è bene, non sperare è meglio.

Fumus persecutionis


Blake vs Klopstock – LXIV

9 February 1997

Quando Klopstock l’Inghilterra sfidò

William Blake si levò nel suo orgoglio,

poiché il vecchio Papinoncè, lassù,

scorreggiò e ruttò e diè un colpo di tosse,

poi cacciò un porcone che i cieli scosse,

e l’inghilese Blake chiamò vieppiù.

In quel di Lambeth, all’ombra di un pioppo,

William Blake se ne stava in panciolle,

ma dipartì dal suo seggio al galoppo

e per tre volte diè a Klopstock tre volte.

La luna a tal vista ha le gote scarlatte,

tracanna la coppa ogni stella, e se la batte…

 

 

 

____________________________

Si deve all’aedo beat William Blake, preda di un’infatuazione tanto acuta quanto effimera per i versi dell’Arfasatto, una celebre e brillante traduzione anglosassone di questa lirica:

 

When Klopstock England defied

Uprose William Blake in his pride;

For old Nobodaddy aloft

Farted & belch’d & cough’d;

Then swore a great oath that made heaven quake,

And call’d aloud to English Blake.

Blake was giving his body ease

At Lambeth beneath the poplar trees.

From his seat then started he,

And turned him round three times three.

The Moon at that sight blush’d scarlet red,

The stars threw down their cups & fled…


Il dominio dell’etere – XLV

4 February 1997

Votate votate votate!

il primo di aprile

non siate pesce in barile.

Onore al Presidente Incaricato,

onore al Generale al Deputato al Ministro,

onore a Sua Eminenza,

riverisco il Povero Cristro

(non se ne può fare senza).

La Ggente ci ha raggione da vende’

(assieme al Cliente)!

Somma gloria al Valsente.

Via copule e violenza dalle televisioni!

i poveri bambini poverini…

Fate largo invece all’Equestre Sberluconi

(giù tutti carponi

col gluteo alle stelle,

la testa dai sabbioni

nessuno vi disvelle)!

Appicca rivoluzioni

in tasca ai ceti medi

(fa i salti mortali

e ricade sui due piedi

o a cavallo dei capitali

o sui conti segreti

correnti a gambe levate.

Cogli industriali in congrega

si spara una sega:

ciascuno presta una mano al collega,

lui è l’alfa e l’omega.

E non sembra che abbia

la monopoliomielite

e lo roda la rabbia

e villeggi alla clinica Dite).

Incenso alla CEI,

oro all’Opus Dei

(la mirra la tenga pure lei).

Chi votava il crocifesso

non si turi più il naso,

venga fuori dal cesso

e me! me voti adesso!

Nessun compromesso

ma solo condoni

e lavoro a milioni

(va loro riconosciuto

il valore di uno sputo screziato

di etica all’ultimo minuto).

M’inchino a Mon Teschiò:

il legislativo alla mia destra,

l’esecutivo alla mia sinistra,

il giudiziario è il dilemma:

mozzate la testa

ai giudici assassini!

soffocate nel sudario

i procuratori bambini

(non dite al bottegaio

che, col suo, annaffia

il voto della mafia)!

So’n omo d’un pezzo

io, mica d’un paio:

conciono con sinàfia,

a dure marce avvezzo,

all’afa e al rezzo,

non è già da sezzo

che lasciai il capezzo!

Noi siamo i nuovi, i nuovi

padroni, che ciò ci giovi:

costoro ci faccian da bovi.

Altri si ficchi nel sacco

la piva con tutte le fanfare:

io mi tengo stretto stretto

il mio particulare:

plauso al mio pacco!

Anziché averlo nel retto,

lotta, lotta di classe!

che non è acqua, non fa difetto!

A me quel ch’è mio!

quant’è vero iddio…

E il resto che si fotta!

A noi le casse di risparmio,

le casse di risonanza, a noi!

le grancasse e la finanza!

Lo Stato ci fa torto,

a noi tutta la potta!

A loro le tasse le imposte

le carcasse le croste

le casse da morto!

(Applausi)