Dell’Untri vuole riscrivere i libri di storia: tutti lui

9 April 2008

Il noto magnate del crimine organizzato Marcie Dell’Untri ha dichiarato che, se vincerà le elezioni, riscriverà i libri di storia: tutti. E tutti lui, eh! Uno per uno!

Quando si dice i miracoli della bibliofilia!

Non s’illudano i professori di letteratura, scienze, matematiche: poi toccherà anche ai libri delle loro materie.

Marcie Dell’Untri ha infine dichiarato che in caso di vittoria elettorale darà seguito a quello che è sempre stato il suo più grande desiderio: interpretare una performance ad Auschwitz nella parte di un internato omosessuale ebreo negro di nome O’Baracche che viene sodomizzato e torturato analmente sino all’agonia da un mangano elettrico.


Terapia Luttazzi

15 December 2007

“Dopo 4 anni guerra in Iraq,

3.900 soldati americani morti,

85.000 civili iracheni ammazzati

e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi,

Berlusconi ha avuto il coraggio di dire

che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq.

Come si fa a sopportare una cosa del genere?

Io ho un mio sistema: pensare a:

ferrara-a-mare.jpg

Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno

con Berlusconi, Dell’Utri e Previti che gli pisciano addosso

e gli cagano in bocca,

e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti.”

Queste frasi sono state la causa prossima del licenziamento di Luttazzi e della soppressione di Decameron. La7 preferisce, quanto meno, coltivarsi la benevolenza di un irsuto avversario del preservativo e mandante morale dell’Aids (nonché di Sberluconi) come Giuliano Ferrara.


Poltrone d’orate: re fuso sul “Corsaro della Pera”

7 December 2007

La qualità del lavoro e dell’opinione pubblica si misura anche dalle propensioni ittiologiche del monumentale “Corsaro della Pera”: che oggi, a proposito di una rinomata esibizione di manichini ossibuchivori, titola: POLTRONE D’ORATE.

orata.jpg

I notabili sedenti, costretti su così squamosi e viscidi sedili, non potevano fare a meno di scivolare viscidamente sul pavimento, risultando impossibile qualunque postura atta a conservarli seduti. Era tutto un argentino guizzare mucillaginoso di schienali e braccioli e regginatiche. Il lezzo di pesce giungeva sino alle nari di Nettuno: c’è del marcio, nel sottoscala.

Va’ pensiero sull’ali d’orate.


Encicliche che menata: e da che pulpito

1 December 2007

SPESALVI

Il berlusconismo ha esaurito,

pare, la sua spinta propulsiva:

ma ora ci restano, perlomeno,

tonnellate di merda da spalare via.

Rimboccarsi le maniche? Da mo’

il papismo ha esaurito, nonché brio,

ogni spinta propulsiva, epperò

continua a seminar di Beati franchisti

gazzette e cerimonie in eurovisione.

Sperare è bene, non sperare è meglio.

Fumus persecutionis


Blake vs Klopstock – LXIV

9 February 1997

Quando Klopstock l’Inghilterra sfidò

William Blake si levò nel suo orgoglio,

poiché il vecchio Papinoncè, lassù,

scorreggiò e ruttò e diè un colpo di tosse,

poi cacciò un porcone che i cieli scosse,

e l’inghilese Blake chiamò vieppiù.

In quel di Lambeth, all’ombra di un pioppo,

William Blake se ne stava in panciolle,

ma dipartì dal suo seggio al galoppo

e per tre volte diè a Klopstock tre volte.

La luna a tal vista ha le gote scarlatte,

tracanna la coppa ogni stella, e se la batte…

 

 

 

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Si deve all’aedo beat William Blake, preda di un’infatuazione tanto acuta quanto effimera per i versi dell’Arfasatto, una celebre e brillante traduzione anglosassone di questa lirica:

 

When Klopstock England defied

Uprose William Blake in his pride;

For old Nobodaddy aloft

Farted & belch’d & cough’d;

Then swore a great oath that made heaven quake,

And call’d aloud to English Blake.

Blake was giving his body ease

At Lambeth beneath the poplar trees.

From his seat then started he,

And turned him round three times three.

The Moon at that sight blush’d scarlet red,

The stars threw down their cups & fled…


Il dominio dell’etere – XLV

4 February 1997

Votate votate votate!

il primo di aprile

non siate pesce in barile.

Onore al Presidente Incaricato,

onore al Generale al Deputato al Ministro,

onore a Sua Eminenza,

riverisco il Povero Cristro

(non se ne può fare senza).

La Ggente ci ha raggione da vende’

(assieme al Cliente)!

Somma gloria al Valsente.

Via copule e violenza dalle televisioni!

i poveri bambini poverini…

Fate largo invece all’Equestre Sberluconi

(giù tutti carponi

col gluteo alle stelle,

la testa dai sabbioni

nessuno vi disvelle)!

Appicca rivoluzioni

in tasca ai ceti medi

(fa i salti mortali

e ricade sui due piedi

o a cavallo dei capitali

o sui conti segreti

correnti a gambe levate.

Cogli industriali in congrega

si spara una sega:

ciascuno presta una mano al collega,

lui è l’alfa e l’omega.

E non sembra che abbia

la monopoliomielite

e lo roda la rabbia

e villeggi alla clinica Dite).

Incenso alla CEI,

oro all’Opus Dei

(la mirra la tenga pure lei).

Chi votava il crocifesso

non si turi più il naso,

venga fuori dal cesso

e me! me voti adesso!

Nessun compromesso

ma solo condoni

e lavoro a milioni

(va loro riconosciuto

il valore di uno sputo screziato

di etica all’ultimo minuto).

M’inchino a Mon Teschiò:

il legislativo alla mia destra,

l’esecutivo alla mia sinistra,

il giudiziario è il dilemma:

mozzate la testa

ai giudici assassini!

soffocate nel sudario

i procuratori bambini

(non dite al bottegaio

che, col suo, annaffia

il voto della mafia)!

So’n omo d’un pezzo

io, mica d’un paio:

conciono con sinàfia,

a dure marce avvezzo,

all’afa e al rezzo,

non è già da sezzo

che lasciai il capezzo!

Noi siamo i nuovi, i nuovi

padroni, che ciò ci giovi:

costoro ci faccian da bovi.

Altri si ficchi nel sacco

la piva con tutte le fanfare:

io mi tengo stretto stretto

il mio particulare:

plauso al mio pacco!

Anziché averlo nel retto,

lotta, lotta di classe!

che non è acqua, non fa difetto!

A me quel ch’è mio!

quant’è vero iddio…

E il resto che si fotta!

A noi le casse di risparmio,

le casse di risonanza, a noi!

le grancasse e la finanza!

Lo Stato ci fa torto,

a noi tutta la potta!

A loro le tasse le imposte

le carcasse le croste

le casse da morto!

(Applausi)